La vita è un mosaico di scelte, di istanti che si susseguono e che, come tessere, si intrecciano per dare forma a qualcosa di più grande, ma anche di più complesso. David Szalay, con il suo romanzo “Nella carne”, invita i lettori a riflettere sul prezzo di queste scelte e sul peso delle esperienze vissute. Immergendosi in una trama che attraversa decenni di storia europea, il lettore è costretto ad affrontare la precarietà delle esistenze, la fatica di gestire le proprie emozioni e la sensazione di impotenza di fronte a eventi che sfuggono al nostro controllo. La narrazione di Szalay non si limita a raccontare una storia: è un viaggio interiore che spinge a considerare come il nostro passato plasmi il nostro presente e, inevitabilmente, il nostro futuro.
Nella carne
La storia ruota attorno alla vita di István, un protagonista la cui esistenza si svela come un cerchio perfetto, una danza tra successi e disfatte incastonata nel contesto turbolento degli eventi storici che hanno segnato l’Europa degli ultimi quarant’anni. Dall’Ungheria a Londra e ritorno, Szalay dipinge un affresco in cui il lettore può riconoscere le sfide etico-politiche e i cambiamenti sociali che hanno influenzato non solo la vita di István ma di tutti gli europei. Attraverso il crollo della Cortina di ferro, la guerra in Iraq e l’integrazione dei Paesi dell’ex blocco sovietico nell’Unione Europea, il protagonista appare come un uomo in balia di forze più grandi di lui, una marionetta manovrata da una storia che non perdona e da una realtà personale che all’improvviso può cambiare direzione.
Il linguaggio di Szalay è incisivo, pulito e diretto, capace di sondare a fondo l’animo umano con una lucidità disarmante. La narrazione si avvale di una prosa essenziale, che riflette la stessa impassibilità del protagonista, che affronta ogni evento con un semplice “Okay”. Questa risposta, quasi afona, diventa il simbolo di un’approccio esistenziale: l’accettazione passiva della vita come flusso inarrestabile, dove ogni lutto, ogni trionfo, viene accettato senza illusioni, come se la debolezza e la vulnerabilità facessero parte di un accordo tacito con la realtà. Szalay riesce a catturare questa ambivalenza tra desiderio di controllo e accettazione della sorte grazie a una scrittura densa di ironia e una sapiente costruzione narrativa.
I punti di forza di “Nella carne” risiedono nella sua capacità di trasformare esperienze personali in una riflessione universale. La vita di István diventa così una lente attraverso cui il lettore osserva non solo il suo percorso, ma l’intera storia dell’umanità, con le sue guerre, le crisi economiche e le speranze di un futuro migliore. L’autore porta alla luce il modo in cui queste forze esterne influenzano le scelte individuali, costringendo i lettori a confrontarsi con la propria vulnerabilità e fragilità. Questo aspetto dell’opera diventa particolarmente toccante alla luce degli eventi recenti, dai conflitti globali al dramma della pandemia, rendendo il romanzo attuale e profondamente rilevante.

Nella carne – Szalay, David
Sofia Gentile
Critica Letteraria ed Editor
Laureata in Lettere Moderne, lavora nel mondo dell'editoria da 15 anni. Divora libri di ogni genere, dalla narrativa contemporanea alla saggistica storica. Cura recensioni puntuali e approfondimenti culturali per gli amanti della lettura.








